Pupilandia 2018-03-21T01:42:26+00:00

Pupilandia

È il 1950 quando Osvaldo Cavandoli ed il suo amico di infanzia Ugo Moroni (in arte U. Gelsi) decidono di mettersi in proprio e fondare Pupilandia, uno studio d’animazione specializzato nella realizzazione di pubblicità con i pupazzi animati.
In anni in cui la televisione non era ancora entrata nelle case degli italiani, questi spot venivano proiettati al cinema prima dell’inizio dei film e questo consente a Cavandoli di esprimere tutto il suo estro creativo. Mentre la TV resterà in bianco e nero ancora per moltissimi anni, precisamente fino al 1977, il cinema era già a colori. Inoltre, benché vincolati dalla necessità di promuovere un prodotto, ai creativi era lasciata grande libertà per quanto riguardava la sceneggiatura e le tecniche registiche. Le pubblicità di Pupilandia sono quindi coloratissime, spassose e, spesso, geniali.
Moroni si occupava della fotografia, mentre Osvaldo creava la storia, i personaggi, le scenografie e tutti gli oggetti ed i costumi di scena. Questi brevi filmati riprendono spesso situazioni topiche dell’immaginario hollywoodiano di quegli anni: il saloon di una cittadina sperduta nel far-west, come nello spot Bill il pistolero o Il conquistatore, oppure una fumosa bisca clandestina con sottofondo di musica jazz e gangster che giocano a poker pronti ad estrarre le pistole, come in Jack lo sfregiato. I risvolti finali, però, sono sempre inaspettati e divertenti: l’infallibile pistolero Bill manda in frantumi con i suoi proiettili tutte le bottiglie del bar tranne quella della cedrata Tassoni; un cowboy ed un uomo dall’aspetto poco raccomandabile hanno problemi con la giustizia perché non si radono con Gillette e, per questo, vengono scambiati per malfattori.
E ancora: ne Il nuovo Cappuccetto Rosso, quando la bambina giunge a casa della nonna trova sì il lupo con la pancia talmente piena da non riuscire a muoversi… ma le vittime della scorpacciata sono stati i deliziosi budini Cameo. In Pinocchio, concepito inizialmente come lungometraggio e poi trasformato in spot breve per mancanza di fondi, il Pescatore Verde decide di lasciare al burattino l’opportunità di decidere come essere cucinato. Lui ci pensa un po’ su e alla fine esclama “In padella! Ma nell’olio Dante!”. “Ah-ah!”, esclama il Pescatore Verde “Certo che ce l’ho il mitico olio Dante!” “Allora son fritto!”, esclama rassegnato il povero Pinocchio.
Già in questi primi lavori emerge quell’umorismo tipicamente “cavandoliano” che ritroveremo poi anche nei serial de La Linea. Cavandoli diverte e si diverte giocando con le attese del grande pubblico, mettendo in scena personaggi immediatamente riconoscibili e situazioni stereotipate che, inevitabilmente, vengono ribaltate in modo inaspettato. Ma ogni cortometraggio di Pupilandia è anche un piccolo esercizio di virtuosismo, in cui tutti i dettagli sono curati alla perfezione e le scelte registiche sono tutt’altro che banali.

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