Pubblicità 2018-12-28T18:34:35+00:00

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Tutti i lavori più importanti di Osvaldo Cavandoli sono stati concepiti nell’ambito della comunicazione pubblicitaria, è questo sia il caso delle produzioni di Pupilandia, studio fondato da Cavandoli e specializzato in pubblicità cinematografiche con i pupazzi animati, che de La Linea, nato per diventare uno spot di Carosello. Alcuni critici hanno individuato in questo rapporto mutualmente proficuo tra capitali privati e creatività artistica un qualcosa di tipicamente meneghino, non è infatti un caso che Cavandoli si sia formato e abbia sempre lavorato nella città capitale italiana del design e della moda. La Linea era il personaggio perfetto per reclamizzare i prodotti della ditta Lagostina: le sue curve precise ed essenziali diventano, agli occhi dello spettatore, incarnazione del design avanguardistico delle pentole a pressione Lagostina, presentate come ultimo ritrovato della scienza e della tecnica, affidabili, efficaci e sicure. E per questo motivo La Linea è citata oggi in tutti i manuali che parlano del design dei prodotti industriali e della loro comunicazione.

Svezia fu usata da una campagna del governo per promuovere la raccolta differenziata (1911), in Svizzera per uno spot del Touring Club (1989), in Turchia da una compagnia di elettrodomestici (1995) e poi in Austria, Israele, Francia, Danimarca, Sudafrica, Islanda, Polonia. Il linguaggio farfugliato e la gestualità espressiva rendono La Linea un prodotto universale, perfetto per l’esportazione, pur conservando alcuni tratti distintivi del made in Italy. Scrive l’animatore ungherese John Halas:

“L’idea, il movimento, il gesto raggiungono una estrema astrazione nei suoi film, così come una completa autonomia. I suoi attori comunicano con la realtà esterna non con il pensiero o le parole, ma con il movimento e la pantomima. Essi creano inoltre un proprio linguaggio che può essere capito da chiunque; dal bambino all’adulto, e da un pubblico internazionale. […] Sembra che ci sia un ulteriore enigma sull’apparenza superficiale dei disegni di Cavandoli. Nel loro effetto d’insieme essi non potrebbero essere più internazionali nel loro richiamo. Nello stesso tempo, pe-rò, essi sono anche italiani nel miglior senso. Probabilmente, poiché le linee hanno così tanta energia e ritmo, non possono essere confuse con lo stile di qualsiasi altra nazione: la tradizione sulla quale si basano giace solidamente nel ricco passato, e si rifà alla Commedia dell’Arte. Que-sto prodigio figlio d’Italia è stato capace di contribuire con qualcosa di unico nell’arte dell’animazione. Per questo dovremmo tutti essergli grati”.

 

Ma Cavandoli realizza anche pubblicità per piccole aziende locali, specie nelle sue Milano e Torre Pedrera, meta delle vacanze estive sulla costa romagnola. E, nel corso della sua carriera, si dedica anche all’arte della cartellonistica e della creazione di locandine di film. Molto divertenti le serie in cui realizza caricature che rappresentano i diversi reparti di un ospedale.

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