Il Debutto con Carosello 2018-12-28T18:25:29+00:00

Il debutto con Carosello

Nel 1957 va in onda la prima puntata di Carosello, programma che segnerà profondamente la storia della televisione e dell’animazione italiana. Si tratta di un format unico, che per successo e tipologia non ha simili in nessun altro paese del mondo: in onda ogni giorno alle 20.50 per 20 anni esatti, Carosello raccoglieva una serie di spot pubblicitari che però erano strutturati come veri e propri spettacolini di intrattenimento. I filmati dovevano essere lunghi 64,26 metri su pellicola da 35 millimetri, per un totale di 2,15 minuti. I 135 secondi totali andavano così divisi: una pri-ma parte di 1,45 minuti che doveva necessariamente essere un vero e proprio spettacolo con scenette, balletti, storielle, brevi documentari e, ovviamente, cartoni animati. In questa prima parte era assolutamente vietato qualunque riferimento al prodotto reclamizzato. I restanti 30 secondi costituivano il cosiddetto “codino” e qui era relegato il comunicato pubblicitario vero e proprio.
Era la prima volta che la pubblicità sbarcava sulla Rai e il formato era così rigido proprio per timore dell’influenza che questo medium potesse avere sul pubblico in particolare dei più pic-coli, i primi fan di Carosello. Anche gli imprenditori capiscono da subito le opportunità offerte da questo nuovo mezzo di comunicazione e presto dirottano verso la televisione la maggior parte dei loro investimenti in pubblicità.
Nel 1958 Pupilandia chiude i battenti. A Cavandoli è ormai chiaro che il tempo delle pubblici-tà cinematografiche è agli sgoccioli e che la televisione rappresenta il futuro del settore. Ma i suoi bellissimi film con i pupazzi animati non sono adatti al piccolo schermo che, ricordiamo-lo, era ancora in bianco e nero. Decide così di riprendere in mano la matita e tornare alla sua attività di cartoonist lavorando in alcuni degli studi più attivi dell’epoca. In questo periodo col-labora alla realizzazione di molti dei caroselli che oggi ricordiamo con maggiore affetto, ad esempio la réclame della Pavesi che vede come protagonisti re Artù, i cavalieri della Tavola Rotonda e, soprattutto, l’intrepido Lancillotto (famoso lo slogan “Ma perché non siamo in otto? Perché manca Lancillotto!”).
Nel 1968 ha l’idea geniale per un nuovo personaggio: un cartone animato realizzato solo con un unico tratto di matita. Inizialmente fatica a trovare una azienda disposta ad investire su un pro-getto così anticonvenzionale ma, dopo una serie di rifiuti, incontra un imprenditore con il senso degli affari e appassionato di arte contemporanea. Così, nel 1969, Mr. Linea fa il suo debutto in scena, all’interno del carosello della ditta di pentole Lagostina. Ecco l’annuncio del lancio del nuovo personaggio sulle pagine della rivista Lagostina Club di quell’anno:

“Vi annunciamo un lieto evento. È nato l’Agostino Lagostina. Chi è Agostino? Un ometto viva-ce dal naso veramente espressivo, pieno di tutte le istanze e le inquietudini della vita moderna. Figlio di un lapis e di una mano, ha tutta la secchezza e il nervosismo dei suoi genitori. Corre di qua, corre di là, sale, scende, gira, annusa, s’incollerisce, ride, piange, si dispera. Pare cer-chi qualcosa. Che cosa vuole l’Agostino? La bellezza, la sicurezza, e l’utilità ideali. Nella sua affannosa indagine è accompagnato da un ritmo che ha il fascino degli anni ruggenti: ‘Io cerco la Titina/ Titina ohè Titina/ Io cerco la Titina/ Chissà dove sarà…’ L’Agostino però è un uomo pratico che sa il fatto suo. Non cerca più questa fantomatica Titina, che ormai avrà una certa età, dato che da quarant’anni la cercano, ma trova bellezza e sicurezza nella sigla Lagostina, simbolo di tradizione e di un’eterna giovinezza, fatta di acciaio inossidabile”.

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