Biografia 2018-12-28T18:17:08+00:00

Biografia

Osvaldo Cavandoli nasce a Maderno sul Garda (oggi Toscolano Maderno) il 1° gennaio 1920. La famiglia si trasferisce a Milano due anni dopo, a causa del lavoro del padre che era ufficiale dell’esercito. Osvaldo si innamora presto di questa città, nella quale trascorrerà tutto il resto della sua vita.

Inizia il liceo classico, ma presto si accorge che quel tipo di studi, ed in particolare il latino, non fa per lui. Si iscrive ad una scuola di avviamento professionale, con molto disegno tecnico e laboratori per la lavorazione del legno e dei metalli. A 18 anni viene assunto all’Alfa Romeo e, nelle pause di lavoro, si diverte a disegnare caricature di amici e colleghi. Non partecipa alla guerra a causa di un incidente che l’aveva reso non idoneo all’arruolamento, continua invece la sua attività di disegnatore realizzando vignette che vende in una storica cartolerie milanese.

Nel 1945, finita la guerra, risponde ad un annuncio dello studio di animazione Pagot Film. Qui inizia la sua carriera nel mondo del cinema di animazione, prima come intercalatore, poi come disegnatore e animatore. Durante l’esperienza alla Pagot Film collabora alla realizzazione dei primi lungometraggi d’animazione italiani: Lalla, piccola Lalla e I fratelli Dinamite.

Nel 1950 Cavandoli decide di mettersi in proprio e fonda insieme all’amico Ugo Moroni la casa di produzione Pupilandia, specializzata in pubblicità cinematografiche con pupazzi animati. Durante questa esperienza, l’artista mette a frutto tutte le competenze tecniche e manuali acquisite nel tempo, realizzando a mano tutte le scenografie ed i bellissimi pupazzi animati con la tecnica del passo uno.

Gli anni Cinquanta sono segnati dall’avvento della televisione in Italia e dal trasferimento di molti investimenti dedicati alla pubblicità verso questo nuovo medium. Nel 1958 Pupilandia chiude i battenti e Cavandoli comincia a collaborare alla realizzazione di alcune delle più memorabili pubblicità animate di Carosello.

Nel 1969 La Linea fa la sua prima apparizione in TV, proprio durante Carosello. Il pubblico rimane spiazzato da questo strano personaggio disegnato con un unico tratto di matita, ma se ne innamora subito. Ancora oggi l’omino de La Linea resta uno dei personaggi più iconici di Osvaldo Cavandoli e della cultura italiana pop di quegli anni.

Nel 1977 Carosello chiude i battenti. Inizia per Cavandoli un periodo di grande produttività artistica: Mr. Linea diventa protagonista di uno show tutto suo e le sue (dis-)avventure vengono trasmesse in tutto il mondo… tranne che in Italia. Poiché il personaggio era diventato noto al grande pubblico grazie ai caroselli della ditta di pentole Lagostina, la Rai teme di fare pubblicità occulta (e, soprattutto, gratuita) al prodotto e per questo, diversamente da quanto è accaduto ad altri cartoni animati, come Calimero, La Linea venne bandita dal servizio pubblico italiano.

La carriera di Cavandoli, però, non si arresta. Partecipa a numerosi festival dedicati al cinema d’animazione e vince, tra gli altri, i due premi europei più prestigiosi in questo campo: quelli dei festival di Annecy e Zagabria.

Osvaldo si spegne nel 2007 nella sua Milano. Nel 2017, in occasione del decennale dalla scomparsa, dopo un ciclo di mostre ed eventi dedicati alla sua arte, il nome di Osvaldo Cavandoli viene iscritto nel famedio del Cimitero Monumentale di Milano, il pantheon dedicato alla memoria dei cittadini illustri di questa città.

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