I Corti 2018-12-28T12:03:30+00:00

I Corti

Oltre alle avventure dei serial, La Linea è anche protagonista di alcuni cortometraggi.
Impossibile non citare La Sexilinea (1978), Eroslinea (1988) e Pornolinea (2000), trilogia all’interno della quale mr. Linea scopre il misterioso mondo della sessualità femminile. Nato come lavoro all’interno del Decamasutra, progetto corale in cui diversi disegnatori italiani era-no chiamati a reinterpretare con la loro arte il tema del sesso, poi naufragato, Cavandoli si è lasciato affascinare a tal punto da questa tematica da realizzare addirittura tre film, alla distan-za quasi perfetta di dieci anni l’uno dall’altro. Inutile dire che in questi cartoni di veramente erotico c’è ben poco: l’argomento scottante viene affrontato con la solita spensierata ironia ca-vandoliana, l’ennesimo pretesto per strappare un sorriso sincero ai suoi spettatori.

È invece del 1991 Trazom, cortometraggio dedicato al bicentenario della scomparsa del compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart. Nel corso di questo film, la Linea veste i panni di un pianista costretto a portare a termine il suo pezzo nonostante numerosi imprevisti: il piano-forte e lo sgabello che prendono vita e camminano per la scena, uccellini e topolini che volano sopra la sua testa o sgattaiolano tra le sue gambe, un ballerino troppo ispirato che attraversa il palco reggendo sopra la testa una leggiadra ballerina…
Mr. Linea è un personaggio senza lineamenti distintivi, fatta eccezione per il nasone, e anzi, proprio senza lineamenti. È la sintesi e la stilizzazione portata all’estremo e per questo ogni telespettatore può immedesimarsi in lui. Scrive in proposito lo studioso di storia del cinema d’animazione Giannalberto Bendazzi:

“La Linea. Stizzoso, ma bonario; bersagliato dalla malasorte, ma salvato dal buonumore; af-fetto da gallismo, ma dolce; discolo, ma giocherellone. È vero che è l’autoritratto di Cavandoli stesso? Chi lo conosce bene, e soprattutto chi assiste alla stesura degli storyboard, giura di sì. Mentre disegna, Cavandoli mima le azioni del personaggio, imita perfino la sua caratteristica vocetta, e ride alle sue stesse invenzioni. Alla medesima domanda, lui risponde con speciale saggezza: la Linea è anche me stesso, o almeno alcuni aspetti di me stesso; ma è anche molta altra gente che osservo nella vita di tutti i giorni. La Linea c’est moi, dovrebbe in fondo dire ognuno di noi; come è normale per ogni autentico personaggio della comicità.”

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